Hai appena aperto la porta di una casa fatta di parole, luce e silenzi.
Qui ogni stanza custodisce un frammento d’anima, ogni fotografia racconta un’emozione e ogni storia nasce dall’ascolto più profondo. Vivo più in profondità che in superficie.
Non ho fretta di raccontarmi, ma quando lo faccio cerco parole che siano vere. Non mi accontento di ciò che è bello: cerco ciò che ha un significato.
Per questo non volevo un nome semplice per il mio sito. Cercavo una parola come Animagrafia, capace di racchiudere un’idea, una filosofia, un’identità.
Sono una persona sensibile, ma non fragile. La mia sensibilità è una forma di attenzione. Osservo, ascolto, colgo dettagli che altri lasciano scorrere.
Mi affeziono alle cose che hanno un’anima: un libro consumato, una fotografia che racconta un silenzio, una frase che rimane dentro anche dopo anni. Credo nella lentezza.
Nei luoghi che si abitano, non che si attraversano. Per questo ho immaginato il mio sito come una stanza: non una vetrina, ma uno spazio dove fermarsi. Ho il desiderio di accogliere chi arriva, di far sentire le persone meno sole attraverso le parole.
La scrittura, per me, non è un obiettivo o un mestiere. È un modo di dare ordine al mondo interiore. Scrivo perché alcune emozioni hanno bisogno di una forma, perché certi pensieri trovano pace solo quando diventano parole.
Prenditi il tempo di entrare. Le parole, qui, non hanno fretta.
“Le case custodiscono le persone. Le stanze custodiscono i ricordi. Le parole custodiscono l’anima.” Francesca Saitta